Per la preparazione della semina del sovescio, la ripuntatura è necessaria nei terreni argillosi, mentre nei terreni con maggior percentuale di sabbia e/o limo è sufficiente passare con un erpice rotante. L’osservazione con una vanga del profilo superficiale permette di vedere lo stato di aggregazione delle particelle e dove si deposita la sostanza organica; il compattamento e la scarsa vitalità del terreno si accompagnano a un’insufficiente dotazione di sostanza organica. Bisogna cercare una buona fertilità generale che vada più in profondità per favorire l’approfondimento radicale.
I sovesci preferibili sono quelli a semina autunnale, a meno che i terreni non siano molto bagnati, in quel caso si posticipa alla primavera (per mantenere la struttura).

Nel sovescio, non devono mai mancare graminacee, leguminose e crucifere da miscelare in base agli obiettivi di miglioramento della sostanza organica e la copertura del suolo. Inoltre le graminacee germogliano velocemente anche nelle zone pendenti: può essere utile per la protezione del suolo, come il favino (leguminosa), che ha il vantaggio di avere una radice fittonante che lavora nel terreno; nei terreni più deboli si tende ad aumentare la presenza di leguminose, mentre in quelli più fertili le graminacee.
L’inerbimento con graminacee alza il rapporto C/N verso un C più stabile.
Un esempio per la composizione del miscuglio di sovescio può essere in peso circa il 47% di graminacee, circa il 40% di leguminose con poco favino perché risente della rigidità della temperatura, meglio veccia e pisello, ma attenzione alla veccia che non si aggrappi alla vite, circa il 13% di brassicacee, ma il loro contributo dipende dal suolo perché non crescono ovunque. Tendenzialmente sono essenze foraggere e necessitano di acqua per avere dei buoni risultati.
