La concimazione autunnale o in post raccolta deve prendere in considerazione le singole varietà e le singole aree di coltivazione poiché. si parla di intervenire quando il periodo di vendemmia può variare da metà agosto fino a tutto il mese di ottobre, quindi in una finestra ottimale va da fine agosto a tutto ottobre e parte di novembre, così da costituire la formazione della riserva prima dell’inverno.

Se possibile, i concimi sarebbero da somministrare in due tempi diversi: il 30% del fabbisogno di azoto, il potassio, il fosforo, il magnesio e il boro andrebbero nella fase di post-vendemmia (l’azoto in autunno è preferibile in forme nitriche prontamente assimilabili; l’altro 70% dell’azoto andrà in primavera); il boro e il calcio sono gli elementi meno mobili a livello di pianta, quindi la somministrazione autunnale permette un buon assorbimento perché c’é elevata attività radicale mentre nelle altre fasi, in particolare dallo sviluppo fogliare all’invaiatura, si può complementare per via fogliare. In post vendemmia, potrebbe essere utile anche il nitrato di calcio per ripristinare le riserve azotate e apportare calcio al terreno.
Per quanto riguarda il magnesio é utile il suo stoccaggio in post raccolta affinché sia disponibile nelle fasi di bisogno quando c’é maggiore produzione di foglie e di clorofilla, poiché in caso di carenze o riduzione nella formazione di foglie, si avranno problemi di aromi, di colore, ecc.
Se si usano concimi organici, il periodo migliore per somministrarli é quello successivo alla vendemmia, in modo che in autunno – inverno ci sia un rilascio lento e poi successivamente in primavera, senza il rischio di dilavamento. La distribuzione all’inizio della stagione vegetativa é meno indicata in quanto può liberare quantità di azoto eccessive durante l’estate che possono contribuire ad un eccessivo vigore.
